
Diabete e probiotici
a cura della Dott.ssa Francesca Passannanti
Ormai il diabete è una patologia ad elevatissima incidenza in tutto il mondo, tanto da poter essere considerata una pandemia. A favorire la sia diffusione concorrono di certo fattori come l’aumentata incidenza dell’obesità e la scelta di stili di vita non idonei.
La patologia è dovuta ad una incapacità di garantire l’omeostasi glicemica, con iperglicemia. Nel lungo periodo si può arrivare a complicanze cardiovascolari, epatiche, renali, retinopatia e danni nervosi. Esistono più forme di diabete:
- il diabete mellito di tipo 1, insulino-dipendente in quanto viene meno la produzione di insulina. E’ infatti una malattia autoimmune in cui le cellule del pancreas sono attaccate e distrutte dal sistema immunitario
- il diabete mellito di tipo 2, insulino-indipendente, in cui l’iperglicemia deriva principalmente da una alterata sensibilità all’insulina.
- il diabete gestazionale che si slatentizza in corso di gravidanza
- il diabete monogenico, di cui un esempio è il MODY (Maturity Onset Diabetes of the Young) che è dovuto ad una singola alterazione genetica e tende ad essere riscontrabile ad ogni generazione (genitori – figli)
- diabete secondario ad altre condizioni patologiche
Quanto descritto finora è di sicuro qualcosa di molto riassuntivo e che non “rende giustizia” alla complessità della fisiopatologia. Ciò che accumuna le due forme più comuni di diabete (di tipo 1 e 2) è la natura multifattoriale, ossia dipendente sia da un’influenza genetica che ambientale.
Per quanto riguarda il trattamento, questo prevede farmaci e cambiamento dello stile di vita, con maggiore attenzione alla scelta degli alimenti (da preferire quelli a basso indice glicemico, ricchi in fibre) e all’attività fisica. Ma in unione a questi, che sono il cardine nella gestione del diabete, si sta prestando attenzione anche ad interventi di sostegno. Un esempio è dato dall’assunzione di probiotici che secondo alcune metanalisi (1-3), recentemente pubblicate, possono associarsi a :
- riduzione della glicemia a digiuno e dell’insulinemia
- migliore assetto lipidico con riduzione del colesterolo totale, dei trigliceridi ed incremento del colesterolo HDL
- riduzione dell’emoglobina glicata in pazieti con diabete di tipo 2. L’emoglobina glicata è un indice in grado di fornire informazioni sulla glicemia nel lungo periodo
- miglioramento della pressione sistolica e diastolica
In uno studio (3) si è visto come il migliore risultato è stato riscontrato in pazienti obesi con età superiore ai 55 anni, ai quali era somministrata una miscela di ceppi diversi di probiotici per una durata di almeno 8 settimane
Altra evidenza a supporto dell’utilità dei probiotici nella gestione del diabete è la capacità che questi possono avere nel contrastare la disbiosi intestinale, che può partecipare alla patogenesi del diabete di tipo 2 (molti pazienti affetti mostrano infatti una alterazione del microbioma intestinale).
Dott.ssa Francesca Passannanti – Biologa Nutrizionista e Responsabile della Segreteria dell’Istituto Scotti Bassani
Bibliografia
1) Patricia M Bock , Gabriela H Telo, Rafaela Ramalho , Mariana Sbaraini , Gabriel Leivas , Andreza F Martins , Beatriz D Schaan. The effect of probiotics, prebiotics or synbiotics on metabolic outcomes in individuals with diabetes: a systematic review and meta-analysis. Diabetologia (2021) Jan;64(1):26-41. doi: 10.1007/s00125-020-05295-1.
2) Yun‐Wen Tao, Ying‐Luo Gu, Xin‐Qi Mao, Lei Zhang and Yu‐Fang Pei. Effects of probiotics on type II diabetes mellitus: a meta-analysis. J Transl Med (2020) https://doi.org/10.1186/s12967-020-02213-2
3) Tingting Liang, Lei Wu, Yu Xi, Ying Li, Xinqiang Xie, Congcong Fan, Lingshuang Yang, Shuanghong Yang, Xuefeng Chen, Jumei Zhang, Qingping Wu. Probiotics supplementation improves hyperglycemia, hypercholesterolemia, and hypertension in type 2 diabetes mellitus: An update of meta-analysis. Crit Rev Food Sci Nutr (2021);61(10):1670-1688. doi: 10.1080/10408398.2020.1764488.



