
Un polline fa primavera
a cura di Gabriella Simonini e Ilaria Palazzolo di ProgettoQB.
La primavera è la stagione del risveglio. Ci si risveglia dal torpore del lungo e freddo inverno e si ricominciano a passare molte ore all’aria aperta.
Primavera, polline e allergia vanno di pari passo, anche se alcune piante producono pollini in inverno.
La percentuale di bambini allergici sfiora ormai il 40%, questo il recente dato dichiarato dagli esperti della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP).
I primi sintomi nei bambini sono a carico della pelle e si manifestano con quella che viene chiamata dermatite atopica, poi ne risentono gli occhi e col passare degli anni anche l’apparato respiratorio con asma e rinite.
Prurito alla gola o prurito alle orecchie non dovrebbero essere trascurati, tanto meno se il bambino inizia con tosse, respiro sibilante al petto, costrizione toracica o affaticamento respiratorio. La causa di queste manifestazioni è una reazione anomala del sistema immunitario ad alcune sostanze che l’organismo riconosce come estranee e non compatibili, producendo di conseguenza particolari anticorpi che provocano la liberazione di istamina e altre sostanze pro-infiammatorie.
Se da una parte si è molto attenti alla prevenzione farmacologica per combattere e controllare i fastidiosi sintomi, molto spesso si trascura il fatto che una dieta corretta, in soggetti allergici, possa avere un ruolo importante nel modulare la risposta infiammatoria agli allergeni, migliorare i sintomi e ridurre la frequenza degli episodi acuti.
In alcuni casi di allergia ai pollini può coesistere infatti anche un’allergia, detta crociata, ad alcuni alimenti vegetali che hanno una parentela allergenica con la pianta incriminata. Si possono manifestare reazioni sia pochi minuti dopo l’ingestione del cibo con disturbi alla bocca tipo bruciore, gonfiore, prurito o dopo un po’ di tempo in altre sedi.
Durante il periodo di maggior presenza di pollini sarebbe bene escludere dalla dieta tutti quegli alimenti ricchi di istamina, alimenti cosiddetti istamino-liberatori e alimenti contenenti altre sostanze che possono accentuare l’infiammazione già in essere.
Molti alimenti sono di origine vegetale, molti altri hanno origine animale e tutti concorrono in diversa maniera ad accentuare i sintomi in soggetti allergici:
- frutti di mare, molluschi e crostacei
- formaggi stagionati (groviera, provolone, gorgonzola…)
- pesce in scatola e pesce affumicato
- insaccati e salumi crudi, salsicce, carne di maiale
- albume d’uovo ma anche uovo intero
- frutta secca
- crauti, pomodori, spinaci, melanzane, pomodoro, peperoni, patate, cavoli
- fave, lenticchie
- fragole, agrumi, ananas, banane, avocado, uva
- cioccolato
Poiché non tutti gli allergici hanno una reazione crociata agli alimenti e non tutti i cibi possono dare allergie, ai primi sintomi sospetti è bene consultare il proprio pediatra per valutare con lui la necessità di un controllo da un medico allergologo o da un nutrizionista.
Alla prossima da ProgettoQB.



