
Integratori multivitaminici e minerali: quel che è troppo è troppo
a cura del Prof. Saverio Strages
Tre articoli si sono interessati di valutare il ruolo degli integratori vitaminici e minerali nella prevenzione dell’insorgenza o della progressione di malattie croniche.
Nel primo, Fortmann e colleghi (1) hanno riesaminato in maniera sistematica le prove per aggiornare la raccomandazione della US Preventive Services Task Force sull’efficacia degli integratori vitaminici per la prevenzione primaria negli adulti che vivono in comunità senza carenze nutrizionali. Dopo aver esaminato 3 studi di integratori multivitaminici e 24 studi di vitamine singole o accoppiate, gli autori hanno concluso che non vi era una chiara evidenza di un effetto benefico degli integratori sulla mortalità per tutte le cause, sulle malattie cardiovascolari, o sul cancro.
Nel secondo articolo, Grodstein e colleghi (2) hanno valutato l’efficacia di un multivitaminico quotidiano per prevenire il declino cognitivo tra circa 6000 uomini di età pari o superiore a 65 anni. Dopo 12 anni di follow-up, non c’erano differenze tra i gruppi multivitaminici e placebo nella performance cognitiva complessiva o nella memoria verbale.
L’aderenza all’intervento è stata elevata e l’ampia dimensione del campione ha prodotto stime precise che mostrano che l’uso di un integratore multivitaminico in una popolazione anziana ben nutrita non ha impedito il declino cognitivo. I risultati di Grodstein e colleghi sono compatibili con una recente revisione (3) di 12 studi di qualità da discreta a buona che hanno valutato gli integratori alimentari, inclusi multivitaminici, vitamine del gruppo B, vitamine E e C e acidi grassi omega-3, nelle persone con lieve deterioramento cognitivo o demenza da lieve a moderata. Nessuno degli integratori ha migliorato la funzione cognitiva.
Infine nel terzo studio, Lamas e associati (4) hanno valutato i potenziali benefici di un supplemento multivitaminico con 28 componenti ad alto dosaggio in circa 1700 uomini e donne con un precedente infarto miocardico. Dopo un follow-up medio di 4,6 anni, non è stata osservata alcuna differenza significativa negli eventi cardiovascolari ricorrenti con multivitaminici rispetto al placebo. Lo studio è stato limitato da alti tassi di non adesione e abbandoni.
Altre revisioni e linee guida che hanno valutato il ruolo degli integratori vitaminici e minerali nella prevenzione primaria o secondaria delle malattie croniche hanno costantemente trovato risultati nulli o possibili danni (5, 6).
Le prove che hanno coinvolto decine di migliaia di persone assegnate in modo casuale in molti studi clinici mostrano che β-carotene, vitamina E e possibilmente alte dosi di integratori di vitamina A aumentano la mortalità (6, 7) e che altri antiossidanti (6), acido folico e vitamine del gruppo B (8) e integratori multivitaminici (1, 5) non hanno alcun chiaro beneficio.
Nonostante le prove che fanno riflettere sul mancato beneficio o addirittura sul possibile danno, l’uso di integratori multivitaminici è aumentato. Le tendenze longitudinali e secolari mostrano un costante aumento nell’uso di integratori multivitaminici e un declino nell’uso di alcuni integratori individuali, come β -carotene e vitamina E a seguito di segnalazioni di esiti avversi rispettivamente nel cancro ai polmoni e nella mortalità per tutte le cause.
Al contrario, le vendite di multivitaminici e altri integratori non sono state influenzate da studi scientifici importanti e l’industria degli integratori statunitense continua a crescere. Tendenze simili sono state osservate nel Regno Unito e in altri paesi europei.
Il messaggio è semplice: la maggior parte degli integratori non previene le malattie croniche o la morte, il loro uso non è giustificato e dovrebbero essere evitati. Questo messaggio è particolarmente vero per la popolazione generale senza una chiara evidenza di carenze di micronutrienti.
Le prove hanno anche implicazioni per la ricerca.
Antiossidanti, acido folico e vitamine del gruppo B sono dannosi o inefficaci per la prevenzione delle malattie croniche e ulteriori ampi studi di prevenzione non sono più giustificati.
La supplementazione di vitamina D, tuttavia, è un’area di indagine aperta, in particolare nelle persone carenti. Gli studi clinici sono stati equivoci e talvolta contraddittori. Ad esempio, la vitamina D supplementare, che potrebbe prevenire le cadute negli anziani, ha ridotto il rischio di cadute in alcuni studi, non ha avuto effetto nella maggior parte degli studi e ha aumentato le cadute in uno studio. Sebbene siano necessari studi futuri per chiarire l’uso appropriato della supplementazione di vitamina D, l’attuale uso diffuso non si basa su prove concrete che i benefici superino i danni (10).
Prof. Saverio Stranges – Medico Chirurgo, specialista in Medicina Preventiva e Salute Pubblica; PhD in Epidemiologia e Salute Ambientale. Attualmente è Professore e Direttore del Dipartimento di Epidemiologia e Biostatistica presso la Schulich School of Medicine & Dentistry, Western University. Ricopre incarichi incrociati come Professore Ordinario nei Dipartimenti di Medicina e Medicina di Famiglia. E’ Vice-Presidente della Sezione per le Malattie Croniche della European Public Health Association (Societa’ Europea di Sanita’ Pubblica). Nell’agosto 2020 è stato anche nominato Direttore dell’Africa Institute presso la Western University.
Bibliografia
1. Fortmann SP, Burda BU, Senger CA, Lin JS, Whitlock EP. Vitamin and mineral supplements in the primary prevention of cardiovascular disease and cancer: an updated systematic evidence review for the U.S. Preventive Services Task Force. Ann Intern Med. 2013;159:824-34.
2. Grodstein F, O’Brien J, Kang JH, Dushkes R, Cook NR, Okereke O, et al. Long-term multivitamin supplementation and cognitive function in men. A ran- domized trial. Ann Intern Med. 2013;159:806-14.
3. Lin JS, O’Connor E, Rossom RC, Perdue LA, Eckstrom E. Screening for cognitive impairment in older adults: a systematic review for the U.S. Preventive Services Task Force. Ann Intern Med. 2013;159:601-12. [PMID: 24145578]
4. Lamas GA, Boineau R, Goertz C, Mark DB, Rosenberg Y, Stylianou M, et al; TACT (Trial to Assess Chelation Therapy) Investigators. Oral high-dose multivitamins and minerals after myocardial infarction. A randomized trial. Ann Intern Med. 2013;159:797-804.
5. Huang HY, Caballero B, Chang S, Alberg AJ, Semba RD, Schneyer CR, et al. The efficacy and safety of multivitamin and mineral supplement use to prevent cancer and chronic disease in adults: a systematic review for a National Institutes of Health state-of-the-science conference. Ann Intern Med. 2006;145: 372-85. [PMID: 16880453]
6. Bjelakovic G, Nikolova D, Gluud C. Antioxidant supplements to prevent mortality. JAMA. 2013;310:1178-9. [PMID: 24045742]
7. Miller ER 3rd, Pastor-Barriuso R, Dalal D, Riemersma RA, Appel LJ, Gual- lar E. Meta-analysis: high-dosage vitamin E supplementation may increase all- cause mortality. Ann Intern Med. 2005;142:37-46. [PMID: 15537682]
8. Miller ER 3rd, Juraschek S, Pastor-Barriuso R, Bazzano LA, Appel LJ, Guallar E. Meta-analysis of folic acid supplementation trials on risk of cardiovas- cular disease and risk interaction with baseline homocysteine levels. Am J Cardiol. 2010;106:517-27. [PMID: 20691310]
9. Gahche J, Bailey R, Burt V, Hughes J, Yetley E, Dwyer J, et al. Dietary supplement use among U.S. adults has increased since NHANES III (1988- 1994). NCHS Data Brief. 2011:1-8. [PMID: 21592424]
10. Moyer VA; U.S. Preventive Services Task Force. Vitamin D and calcium supplementation to prevent fractures in adults: U.S. Preventive Services Task Force recommendation statement. Ann Intern Med. 2013;158:691-6. [PMID: 23440163]
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